Toni Negri marxista per Tabacci
In una campagna elettorale nella quale incombe l’effetto uovo di Pasqua – non sai chi ti ritroverai ad aver votato, perché molte alleanze appena cominciate sono, o almeno sembrano, già finite – si può trarre giovamento, per quanto riguarda l’umore, dalla lettura dell’ultimo fascicolo di MicroMega. Con l’incoraggiante titolo “Un voto stanco”, il mensile diretto da Paolo Flores d’Arcais raccoglie alcune decine di dichiarazioni di voto di gauchisti eccellenti, da Giorgio Cremaschi a dom Giovanni Franzoni, da Moni Ovadia e Lidia Ravera, da Marco Travaglio a Carlo Freccero, da Luciano Gallino ad Angelo d’Orsi.
15 AGO 20

In una campagna elettorale nella quale incombe l’effetto uovo di Pasqua – non sai chi ti ritroverai ad aver votato, perché molte alleanze appena cominciate sono, o almeno sembrano, già finite – si può trarre giovamento, per quanto riguarda l’umore, dalla lettura dell’ultimo fascicolo di MicroMega. Con l’incoraggiante titolo “Un voto stanco”, il mensile diretto da Paolo Flores d’Arcais raccoglie alcune decine di dichiarazioni di voto di gauchisti eccellenti, da Giorgio Cremaschi a dom Giovanni Franzoni, da Moni Ovadia e Lidia Ravera, da Marco Travaglio a Carlo Freccero, da Luciano Gallino ad Angelo d’Orsi. Stravincono naturalmente Sel di Vendola e il suo principale sottrattore di voti, il rivoluzionario civile Ingroia. Anche Grillo, a suo modo e con distinguo, va.
Ma è il filosofo Toni Negri (che lamenta l’esclusione in perpetuum dal voto per motivi giudiziari) quello che più ci fa sognare: “Realisticamente, se potessi votare, mi aggregherei alla folta schiera dei Marxisti per Tabacci: lui, almeno, ci garantisce i conti locali”. D’accordo, i Marxisti per Tabacci sono la più fortunata delle liste finte, pura satira ben riuscita. Ma l’idea di Negri e Tabacci uniti nella lotta contro l’Impero su mandato della Moltitudine (concetti rivisitati dal filosofo padovano) ci riconcilia con la politica e ammazza la noia. Senza contare che Negri marxista per Tabacci è comunque più credibile di Pancho Pardi. Il quale, sempre su MicroMega, spiega che non si ricandida con Di Pietro dato che egli non volle mai, chissà perché, mettere in pratica nell’Idv “misure antifamilistiche”. Fosse satira anche questa?